Regolamento Macchine 2027: cosa cambia per le traduzioni

Due manuali su una scrivania: Istruzioni per l'uso originali 2026 a sinistra, Istruzioni per l'uso 2027 a destra

Il Regolamento Macchine 2027 annulla la distinzione tra “Istruzioni per l’uso originali” e “Traduzione delle istruzioni per l’uso”. Il fabbricante dovrà consegnare con la macchina un solo manuale, redatto nella lingua ufficiale dello Stato UE interessato, e non potrà più rimandare alle istruzioni originali per eventuali dubbi.

In questo articolo ragiono sulle motivazioni alla base di questa decisione del legislatore europeo e sulle sue possibili conseguenze. Tieni presente, tuttavia, che non sono un’esperta in giurisprudenza. Mi sono documentata a fondo e nel testo cito i riferimenti normativi, ma le mie restano interpretazioni personali.

Cos’è la traduzione delle “istruzioni originali”?

La Direttiva Macchine 2006/42/CE, che resta in vigore fino al 19 gennaio 2027, distingue con precisione due categorie di documenti:

  • le Istruzioni originali, redatte dal fabbricante nella lingua di progettazione della macchina
  • la Traduzione delle istruzioni originali, da fornire nella lingua del Paese di destinazione, qualora le prime non siano già in quella lingua.

Inoltre, il manuale tradotto deve riportare la dicitura “traduzione” e viaggiare allegato a una copia del testo originale. Sulla carta sembra solo una questione di etichetta. Nella pratica, però, questa distinzione ha fornito ai fabbricanti una sorta di salvacondotto psicologico. Le istruzioni per l’uso originali sono spesso considerate il manuale “vero”, quello che deve essere scritto con la massima attenzione, mentre la traduzione è vissuta come un prodotto “derivato” che, in caso di contenzioso, può essere messo in discussione proprio in virtù di quella dicitura e dell’eventuale rimando esplicito all’originale.

Il nuovo Regolamento Macchine, che entrerà pienamente in vigore il 20 gennaio 2027, pone rimedio alla falsa convinzione che le versioni tradotte siano meno importanti dell’originale.

Cosa cambia dal 20 gennaio 2027

Il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 elimina la distinzione tra manuale originale e versione tradotta. Stabilisce invece che “le istruzioni per l’uso, le informazioni sulla sicurezza e le informazioni di cui all’allegato III sono redatte in una lingua facilmente comprensibile dagli utilizzatori, secondo quanto stabilito dallo Stato membro interessato, e sono chiare, comprensibili e leggibili”.

All’utilizzatore dovrà quindi essere fornita una sola versione delle istruzioni per l’uso, nella lingua ufficiale del paese di destinazione della macchina. Questo significa che non sarà nemmeno possibile consegnare le istruzioni per l’uso solo in inglese, nemmeno nel caso si tratti della lingua comunemente utilizzata dal personale dell’azienda che ha acquistato il macchinario. La lingua facilmente comprensibile è sempre la lingua ufficiale (o le lingue!) del Paese europeo di destinazione.

L’obbligo vige anche per le istruzioni di assemblaggio delle quasi-macchine e si applica sia ai fabbricanti, sia agli importatori e ai distributori. L’unica deroga riguarda le istruzioni per la manutenzione destinate al personale specializzato del fabbricante o del suo mandatario, che possono essere nella lingua dei tecnici manutentori.

Se provi a fare una ricerca nel testo del Regolamento Macchine, scoprirai che la parola “traduzione” è scomparsa definitivamente, così come non c’è più traccia dell’aggettivo “originale”. Ho cercato altre fonti che trattassero questo aspetto specifico, sia in italiano sia in inglese, e ne ho trovate sorprendentemente poche. La maggior parte degli articoli sul Nuovo Regolamento, quando parla delle istruzioni per l’uso, si concentra soprattutto sulla loro digitalizzazione.

A me pare tuttavia un cambio di paradigma significativo, sia per chi si occupa come me di traduzioni tecniche, sia per chi, come i miei clienti, deve consegnare i manuali insieme alle macchine che produce.

All’atto pratico tutto continuerà probabilmente come prima: si scriverà il manuale in una lingua, quella che il fabbricante conosce meglio, e lo si farà poi tradurre in tutte le altre. Non si potrà però contrassegnare le traduzioni come tali, né ricorrere al classico: “In caso di dubbi fa fede il testo in lingua originale”. È finita l’era dei disclaimer. C’è da chiedersi il perché e che cosa comporti questo cambiamento.

Perché l’UE rinuncia alle “istruzioni per l’uso originali”?

A mio parere il legislatore europeo ha voluto proteggere e rafforzare il valore tecnico e legale delle istruzioni per l’uso, indipendentemente dalla lingua in cui sono scritte.

E lo ha fatto in modo molto concreto: dal 20 gennaio 2027 non esisterà più un documento principale, accompagnato da una serie di copie minori nelle altre lingue. Esisteranno tante istruzioni per l’uso quante sono le lingue di destinazione, e saranno tutte equivalenti: stesso valore tecnico, stesso valore legale.

Detta così, sembra una semplificazione burocratica. È molto di più: è il legislatore che dice, nero su bianco, che la versione francese o polacca di un manuale non è “una traduzione dell’originale”, ma un documento ufficiale a tutti gli effetti, con lo stesso peso di quello scritto in italiano o in inglese.

Regolamento Macchine 2027: scompare il concetto di "traduzione". Tutte le versioni linguistiche sono equivalenti.
Cosa cambia per la traduzione delle istruzioni per l’uso con il Regolamento Macchine 2027

L’abolizione del concetto di “lingua originale” corregge un’impostazione che era in netto contrasto con il principio del multilinguismo dell’Unione europea, secondo cui tutte le lingue ufficiali dell’UE sono considerate paritetiche. Inoltre, riporta al centro l’utilizzatore e il suo diritto di ricevere istruzioni e informazioni comprensibili e affidabili, a garanzia della sua salute e sicurezza.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: chi risponde degli errori di traduzione se il manuale tradotto non può più essere contrassegnato come tale?

Chi risponde degli errori di traduzione: il fabbricante o il traduttore?

Rispondono entrambi, anche se per ragioni diverse.

Per quanto riguarda il fabbricante, le istruzioni per l’uso sono considerate già oggi parte integrante della macchina e restano tali con il nuovo Regolamento. Eventuali errori o omissioni nel manuale d’uso che possano causare danno a persone o cose rientrano nel concetto di “difettosità del prodotto” e, in caso di contenzioso, la prima cosa che il giudice va a controllare è proprio il manuale d’uso e manutenzione.

La Direttiva Macchine, recepita in Italia con il Decreto Legislativo del 27 gennaio 2010, non autorizza il fabbricante a trascurare la completezza e correttezza delle istruzioni per l’uso in versione tradotta. Di fronte al giudice, il fabbricante poteva però quanto meno provare a dimostrare la propria buona fede, esibendo le istruzioni originali. Soppressa la distinzione tra originale e traduzione, il fabbricante (o l’importatore o il distributore) non avrà più scappatoie. Si impone quindi una maggiore attenzione alla correttezza delle versioni tradotte.

Questo video di Quadra Srl è una delle poche fonti che ho trovato in rete sull’argomento. Puoi ascoltare le risposte alle domande sulle istruzioni per l’uso dal minuto 3:30.

Sessione di domande e risposte ai clienti sul Regolamento Macchine a cura di Quadra srl.

Il traduttore, dal canto suo, non ha mai davvero potuto nascondersi dietro quella frase che rimanda alle istruzioni originali. Il disclaimer tutelava, almeno in parte, solo il rapporto tra fabbricante e utilizzatore, non il rapporto tra il traduttore e il proprio committente (agenzia o cliente diretto). Chi traduce risponde sempre civilmente, e in alcuni casi anche penalmente, dei propri errori professionali in base al contratto d’opera (articoli 2222 e seguenti del Codice Civile).

Se tra il fabbricante e il traduttore freelance esiste un intermediario (agenzia di traduzioni o di comunicazione tecnica), in caso di controversia l’agenzia risponde nei confronti del fabbricante e può rivalersi sul traduttore, secondo quanto stabilito nei rispettivi contratti d’opera.

Quello che cambia dal 2027 è che sparisce quel cuscinetto psicologico, quella sensazione di essere comunque “coperti” da un testo che fa fede altrove. Chi lavora già con serietà (controlli terminologici, revisione, tracciabilità delle versioni), non ha nulla da temere. Ma è bene essere consapevoli del rischio e stipulare una polizza di responsabilità civile.

Cosa possono fare i fabbricanti, in concreto

Se produci macchine e le esporti in un Paese UE, il 20 gennaio 2027 non è così lontano come sembra. Hai pochi mesi per rivedere il processo con cui gestisci la traduzione delle istruzioni per l’uso. Il tuo obiettivo deve essere la redazione di manuali solidi sul piano tecnico e legale in qualunque lingua. Trattare le traduzioni come un adempimento a basso valore aggiunto potrebbe costarti caro, dal momento che il Regolamento Macchine attribuisce a tutte le versioni linguistiche lo stesso peso del testo che oggi consideri “originale”.

Hai bisogno di un processo trasparente e tracciabile, basato su una valutazione dei rischi effettivi e su un utilizzo diversificato di metodi e strumenti in funzione del livello di criticità del testo. Se l’intelligenza artificiale è già entrata nella filiera di produzione dei tuoi manuali, è necessario che tu sappia dove è utilizzata e come, anche in relazione ai nuovi obblighi di etichettatura imposti dall’Unione Europea. Ho scritto un articolo su come tradurre con l’intelligenza artificiale.

Nel nuovo quadro normativo delineato da Regolamento Macchine, Cyber Resilience Act e AI Act diventa fondamentale un approccio umanocentrico che eserciti un controllo effettivo su ciò che traduci e ti metta al riparo da ogni rischio.

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Regolamento Macchine 2027 – FAQ

In questa sezione trovi la risposta alle principali domande sul Regolamento Macchine in relazione alle istruzioni per l’uso da fornire con la macchina.

Qual è il nuovo regolamento sulle macchine?

Il nuovo regolamento sulle macchine è il Regolamento (UE) 2023/1230 del 14 giugno 2023, che abroga la Direttiva Macchine 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 73/361/CEE del Consiglio.

Quando entrerà in vigore il nuovo regolamento sulle macchine?

Il nuovo Regolamento Macchine entrerà pienamente in vigore il 20 gennaio 2027. Da quella data sostituirà definitivamente l’attuale Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Qual è la differenza tra direttiva e regolamento?

Una direttiva europea è un atto giuridico che non ha valore attuativo. Stabilisce un obiettivo che i paesi dell’UE devono conseguire e deve essere recepita dai vari legislatori nazionali. Un regolamento europeo è invece una norma di legge con valore attuativo immediato per tutti i Paesi dell’UE. Non richiede il recepimento da parte dei legislatori nazionali.

Cosa sono le istruzioni per l’uso originali?

Secondo la Direttiva Macchine, sono le istruzioni redatte nella lingua scelta dal fabbricante, a differenza delle altre versioni linguistiche che devono essere contrassegnate come “Traduzione delle istruzioni per l’uso”. Il Regolamento Macchine abolisce questa distinzione.

In che lingua devono essere consegnate le istruzioni per l’uso di una macchina?

Secondo la Direttiva Macchine, le istruzioni per l’uso devono essere consegnate nella lingua originale in cui sono state redatte e nella lingua ufficiale dello Stato UE di destinazione. Con il nuovo Regolamento Macchine sarà richiesta soltanto la versione nella lingua ufficiale del Paese UE di destinazione.

Se uno Stato UE ha più lingue ufficiali, le istruzioni per l’uso vanno consegnate in tutte le lingue?

Non necessariamente. Se si ha la certezza che la macchina è destinata a una regione in cui si parla una sola lingua, può bastare quella versione linguistica. La soluzione più sicura è tuttavia fornire le istruzioni per l’uso in tutte le lingue ufficiali di quello Stato UE.

Chi è responsabile di eventuali errori di traduzione delle istruzioni per l’uso?

Il fabbricante risponde nei confronti delle parti lese, qualora errori o omissioni della traduzione abbiano causato danni a persone e cose. L’agenzia di traduzioni e/o il traduttore freelance sono responsabili nei confronti del proprio committente.

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